Fu tra la Belle Époque e il 1930 che rifulse
di luce imperitura il mito della Marchesa
Casati.
Luisa
Amman - ricca ereditiera milanese sposata nel
1900 al Marchese Camillo Casati Stampa - fu affascinata fin dall’infanzia da
modelli eccentrici come la Contessa di Castiglione, Sarah Bernardt, Cristina Trivulzio
ed Elisabetta d’Austria. Un pantheon femminile leggendario in cui la Marchesa avrebbe primeggiato attraverso
un’esistenza scandita da lussi esasperati, feste epocali, artisti irriverenti,
comportamenti più che bizzarri, abiti sfarzosi e orientaleggianti di Poiret e
Fortuny, animali feroci portati pubblicamente al guinzaglio e un aspetto unico
e misterioso da Medusa, da decadente principessa bizantina, ben al di là di
qualsiasi ideale estetico. Stravolgendo il bel viso con cerone candido e occhi
pesantemente bistrati alla maniera vampiresca mutuata poi da dive come Theda
Bara, la donna che volle farsi opera d’arte avrebbe ipnotizzato e sbalordito tutti,
compreso il Vate che le avrebbe tributato venerazione assoluta.
Fu raffigurata infinite volte - da
Boldini al Barone de Meyer, da Léon Bakst a Kees van Dongen - ma trovò nel
ritratto coi quattro occhi del grande Man
Ray la perfetta e definitiva effigie. Si narra che come per le rayografie
anche l’origine di questa foto fu casuale, un’accidentale doppia esposizione
che diede vita a una sorta di sdoppiamento, compiuta rappresentazione del carisma
inquieto e inquietante della Marchesa
e della dimensione onirica in cui si muoveva l’uomo raggio del Surrealismo.
The myth
of Marchesa Casati shined from Belle
Époque to 1930.
Luisa Amman - rich
heiress married in 1900 with the Marchese Camillo Casati Stampa - from the
childhood was fascinated by eccentric models like the Countess of Castiglione, Sarah Bernardt, Cristina
Trivulzio and Elisabeth of Austria; a legendary feminine pantheon where the Marchesa excelled through a life
characterized by exaggerated splendors, epochal parties, irreverent artists,
odd behaviors, magnificent dresses by Poiret and Fortuny, wild animals and a
unique and mysterious look. With the
face altered by white greasepaint and heavily smoky eyes, the woman who wanted
to be a work of art hypnotized and stunned everyone, even Gabriele D’Annunzio
who bestowed to her an absolute veneration.
She was depicted many times - by Boldini
and Baron de Meyer, by Léon Bakst and Kees van Dongen - but the perfection was
achieved with the portrait by Man Ray.
The birth of this photo - like that one of the rayographs - is told to be
fortuitous; an accidental double exposition that gave life to a kind of
splitting.
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| Ritratto della Marchesa Casati - Man Ray - 1922 - Tumblr |
Dopo aver disintegrato il cospicuo
patrimonio, Luisa si spense in
povertà a Londra nel 1957 ma la sua fascinazione è continuata fino ai giorni nostri
inesauribile e abnorme come ogni cosa che la riguardò. Soggiogato dalla sua straordinarietà,
il mondo della moda le ha reso omaggio con Lagerfeld e Tom Ford, McQueen e
soprattutto Galliano e con vari editoriali tra cui quello di Paolo Roversi per l’inverno 2009/10 di Acne Paper.
Nel servizio di copertina - The Lost Album of Marchesa Casati -, in
cui la Marchesa è una Tilda Swinton corvina praticamente
irriconoscibile, tra le immagini c’è ovviamente il ritratto quadriocchiuto. Lo
stile sgranato, pittorico e quasi perso nel tempo di Roversi fa rivivere in un colpo solo la divina creatura, il suo
sguardo duplice e Man Ray, benché la
forza mesmerica dell’originale sia inarrivabile.
After
the decay of her patrimony, Luisa
died in poverty in 1957 but her fascination has continued till today. The
fashion world has paid homage to her with Lagerfeld and Tom Ford, McQueen and
Galliano and with various editorials like that one by Paolo Roversi for Acne Paper of
the fall-winter 2009/10.
In The Lost
Album of the Marchesa Casati a unrecognizable Tilda Swinton is the Marchesa
and among the pictures there is also the portrait with four eyes. The pictorial style of Roversi revives the divine creature,
the double look and Man Ray,
although the mesmeric power of the original portrait is unreachable.
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| The Lost Album of Marchesa Casati - Tilda Swinton - ph. Paolo Roversi - Acne Paper (f-w 2009/10) - Tumblr |
Ma il gioco citazionista non finisce
qui. Basta un velo di pizzo e in uno strano corto circuito divistico lo spettrale
volto oracolare di Luisa Casati si
fonde col magnetismo di Gloria Swanson
fotografata da Edward Steichen.
But the
game of the quotes doesn’t end. With a lace veil the ghostly face of Luisa Casati merges in the magnetism of
Gloria Swanson portrayed by Edward Steichen and so the greatest
star of the silent cinema and the priestess of the inimitable life are melded
in an unpredictable entity.
La
massima stella del muto rappresentata nel momento del passaggio al sonoro in
tutto il suo splendore felino
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| Portrait of Gloria Swanson - Edward Steichen - 1924 - Pinterest |
e l’esoterica sacerdotessa della vita inimitabile
emergono dal passato, riunite in una sola, imprevedibile entità.
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| The Lost Album of Marchesa Casati - Tilda Swinton - ph. Paolo Roversi - Acne Paper (f-w 2009/10) - Fashion Gone Rogue |
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