*c'è un cambio di location per la serata dell'1 giugno: non più a via Toffetti, ma al Q21 di via Padova.
Non lo chiamate festival. Teatro della Notte è – come tengono a
sottolineare gli organizzatori dell’associazione culturale RHYTON in
collaborazione con i ragazzi di Föhn – “un network interdisciplinare che celebra le arti
contemporanee”.
Don’t
call it festival. Teatro della Notte is
– as the organisers of the cultural association RHTYON underline – “an
interdisciplinary contemporary network”.
Qualcosa che si basa sull’inclusione,
sulla fusione, sull’eclettismo. Ed è innanzitutto un elemento innovativo all’interno
dello scenario musicale milanese. Che non difetta certo – almeno tenendo come
metro di misura quello italiano – per ricchezza dell’offerta (con proposte
davvero interessanti come quella del clubbing stile Le Cannibale), ma che ha bisogno di apporti nuovi e stimolanti.
It’s
first of all an innovative element within the Milanese electronic scene, which
isn’t lacking in multiplicity of good parties (one of them is undoubtedly Le Cannibale), but needs new and
stimulating contributions.
Teatro della Notte sembra poter cogliere questa sfida. Il manifesto del network si basa su
alcune idee interessanti. La renovatio
temporis di cui si parla contiene una suggestione importante: il tempo
della notte costituisce un momento di purificazione rispetto al tempo del
quotidiano, “denso di fatica e sofferenza”.
A monte c’è un concetto di sapore
marcusiano: il gioco di Eros e civiltà qui
prende il nome di festivo, ossia un ordine del discorso in cui “tutto è
possibile e le norme che regolano rigidamente la vita quotidiana sono sospese”.
Teatro della Notte seems
to be able to take on this challenge. The network’s manifesto rests on
interesting ideas. The renovatio temporis
includes an important concept: the night time is a purification time compared
to the daily time, “full of struggle and pain”.
The
party time is a container where “everything is possible and the rules, which
regulate strictly the daily life, are suspended”.
La due giorni di programma (31
maggio-1 giugno) prevede dibattiti, musica, danza, installazioni artistiche,
proiezione di documentari. Un approccio totale che rende Teatro della Notte qualcosa di più di un semplice party.
Party che comunque costituiscono il
piatto forte del festival-network.
La prima sera al Vanilla (in zona
Turati) alla consolle si esibirà DanielAvery, resident del Fabric di
Londra, capace di ammaliare un mostro sacro come Andrew Weatherall che l’ha anche remixato. Del resto una traccia
come Drone Logic è già storia.
La seconda serata si cambia posto: a
via Toffetti all’interno di un’ex area industriale ci sarà spazio per tre nomi
di tutto rispetto: il cileno MatiasAguayo, pronto a presentare il suo terzo album The Visitor; il duo tedesco dei KollektivTurmstrasse con la loro minimal dalle sfumature melodiche; il producer inglese
Ewan Pearson, che ha realizzato remix
per Depeche Mode, Junior Boys, Foals.
I ragazzi di Teatro della Notte non volano certo basso, nella convinzione che
“l’incantesimo dell’oscurità farà risplendere Milano”. Parola loro.
The
two days programme (May 31 – June 1) plans talks, music, dance, artworks, film
documentaries.
The
parties represent anyway the festival-network’s strong point.
At
the first night Daniel Avery,
resident dj by Fabric in London, able
to make Andrew Weatherall fall in
love with him, is gonna play at Vanilla.
At
the second night the location changes: at Via Toffetti – in a former industrial
area – three acts are gonna play: MatiasAguayo, ready to exhibit its third album The Visitor; the German duo KollektivTurmstrasse with their minimal-melodic tech; and the English producer Ewan Pearson, who has done remixes for Depeche Mode, Junior Boys, Foals.
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