Si
può non scrivere un post sulle capsule collection di H&M?
Sì,
si può.
Finora ho buttato giù due righe solo per Marni, bypassando senza sforzo
l’Annona (l’ha ribattezzata così la mitica Ottavia di Eight Biscuits).
Ma questa
volta non è possibile farne a meno. Si tratta di Maison Martin Margiela.
Is it possible not to write a post about the H&M’s capsule collections?
Yes, it is.
I’ve written just about Marni, bypassing effortlessly Annona (or rather Anna Dello Russo, so renamed by Ottavia of Eight Biscuits blog).
But this time it isn’t possible. It’s about Maison Martin Margiela.
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| Pubblicità Maison Martin Margiela per H&M - ph. Sam Taylor-Wood |
Ok,
è vero che quando parliamo di Maison
Martin Margiela non parliamo di puro Margiela
al 100%, dal momento che il buon Martin
si è dato alla macchia da circa quattro anni e quindi è un po’ come Helmut Lang
senza Helmut, Alessandro Dell’Acqua senza Alessandro e fino a poco fa Jil
Sander senza Jil.
Ma
sono i paradossi della moda contemporanea: brand che portano il nome di
designer viventi che per un motivo o per l’altro non hanno più voce in
capitolo.
Ok, it’s true that when we talk about Maison Martin Margiela we don’t deal
with pure Margiela one hundred
percent, since Martin has gone into hiding for approximately four years and
therefore it’s like Helmut Lang without Helmut, Alessandro Dell’Acqua without
Alessandro and Jil Sander without Jil.
But these are the contemporary fashion paradoxes:
brands that bear the name of living designers who for some reason haven’t no
say in the matter.
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| ph. Sam Taylor-Wood |
Comunque,
anche se non so quanto l’uomo invisibile avrebbe gradito una collaborazione del genere, si deve riconoscere che dalle
immagini trapelate questa potrebbe essere una delle collezioni più interessanti
del colosso svedese.
Pur
non essendo un’adepta del culto, ho sempre ammirato la forza eversiva, la
capacità innovativa e l’approccio surreal-concettuale di una griffe fondata su trasformazione, decostruzione, riciclo, sperimentazione, qualità e profilo basso come nemmeno un agente del
Mossad.
C’è
anche da dire però che indossare bene Margiela
- idem Comme des Garçons - non è facile; bisogna essere decisamente non
convenzionali, pensare al proprio corpo come a una sorta di materia da plasmare,
avere gusto e personalità spiccati tendenti all’ascetico, nonché una certa
disponibilità economica.
However, although I don’t know if the invisible
man would have appreciated a collaboration like that, you have to admit that
this could be one of the most interesting collections by the Swedish giant.
I have always admired the eversive strength, the
innovative skill and the surreal-conceptual approach of a griffe based on
transformation, deconstruction, recycle, experimentation, quality and low
profile like not even a Mossad secret agent.
But a Margiela
item – idem Comme des Garçons – is not easy to wear well; it’s necessary to be
nonconformist, think about one’s body like a sort of a material to mould and have
a tending to ascetic taste and personality as well as some economic means.
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ph. Sam Taylor-Wood - Abito nero (149 €)
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Ecco,
diciamo che con questa collezione - che riprende in chiave greatest hits alcuni dei pezzi distintivi di
MMM (guardate qui l’ottimo lavoro di
ricerca condotto da Ottavia) - potremmo scoprire l’asceta punk che è in noi.
Il
condizionale è d’obbligo perché: A) i prezzi sono sì considerevolmente leggeri rispetto a quelli della griffe ma non così low cost da darsi alle spese pazze; B) la qualità è al solito un’incognita; C) la
vestibilità altrettanto.
A
ogni modo vale la pena cimentarsi, senza lasciarsi fregare dall’istigazione
all’acquisto compulsivo e possibilmente senza assoggettare il fisico a prove
estenuanti degne di miglior causa (da questo suggerimento sono esclusi i
milanesi che devono necessariamente sottostare al rituale della notte da
sfollati).
Personalmente
ho un debole per l’abito nero, il completo pantalone con giacca abbottonata
lateralmente, le borse, la camicia, la giacchina di pelle scamociata, il blouson di pelle nera e il
vestito a fiori ma so già che dovrò ridimensionare di molto le mie pretese
causa budget e insufficiente competitività.
Si
spera solo nella scarsa popolarità dell’etichetta senza nome.
With this collection – that recovers as greatest
hits some MMM iconic items (read
here the excellent research by Ottavia) – we could discover the punk ascetic
who is in us.
The conditional is required because: A) the costs
are lower than those of the griffe but not so low to give oneself to shopping
spree; B) the quality is as usual an uncertainty; C) equally the wearability.
Anyway it’s worth to trying one’s hand, without
being pushed around by the incitement to compulsive shopping and without
subjecting the body to exhausting performances worthy of better cause.
I’m partial for the black dress, the pantsuit with
the side-buttoning jacket, the handbags, the shirt, the suede jacket, the black
blouson and the floral dress but I know that I’ll have to downsize my
pretensions due to the budget and inadequate competitiveness.
I hope for the little popularity of the no name tag.
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| ph. Sam Taylor-Wood |
E voi?
Quali sono le vostre preferenze?
P.s. Questi i prezzi che sono riuscita a trovare finora: 1) body con reggiseno, 39,95 €; 2) borsa guanto della quarta foto, 129 €; 3) biker di pelle nera, 249 €; 4) gonna della terza foto, 79 €; 5) abito nero della pubblicità, 149 €; 6) leggings a specchio, 39,95 €.
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