Parte
conclusiva della London Fashion Week
con un approfondimento su Christopher
Kane, brevi report su Peter Pilotto,
Giles e Preen e una rassegna del meglio di Marios Schwab, Simone Rocha,
Mulberry e Vivienne Westwood Red Label.
CHRISTOPHER
KANE
La
sfilata di Christopher Kane parte misurata,
in bianco. E cominci a pensare “Mah, strano”.
In
apertura ci sono blouson da biker con rose che sembrano affiorare dal nulla,
però….
Poi
iniziano ad arrivare meravigliosi panneggi, fiocchi piatti, sofisticate mise da
haute couture, colori tenui (rosa, giallo, grigio) e consideri una svolta
ladylike.
A
questo punto ti blocchi, inserisci la modalità rewind e ti accorgi che: la
t-shirt del secondo outfit è decorata con pezzi di scotch
bianco,
gli abiti trasparenti sono sicuramente in Pvc e a ben guardare
potrebbero essere stati realizzati con cuffie o tendine da doccia,
i vistosi
bottoni che trattengono i pannelli sono enormi viti di plastica (anche sui sandali).
Ok,
tutto a posto. È lui, lo riconosco.
Nessuno
riesce come Kane a essere raffinato
ma anche provocatorio, ironico e vagamente inquietante. In una parola
imprevedibile.
Ci
sono ad esempio abiti romantici con una fantasia fiocco;
negli outfit successivi
i fiocchi si materializzano, acquistano tridimensionalità e diventano una
filigrana di silicone dalle possibili suggestioni fetish. Sarà che da quando ho
visto Quattro Matrimoni e un Funerale
la gomma ha assunto nuovi significati per me.
Quindi
entrano in scena un paio di t-shirt con l’effigie di Frankenstein/Boris Karloff
e forse immagini il perché delle viti.
Si
procede con look in nylon intrecciato ornati con merletto di lattice da
sottotorta
per giungere all’apoteosi: abiti e completi in organza con cristalli
barocchi e pizzo fermati dai “soliti” pezzi di nastro isolante. Stupendi. Una
specie di Marie Antoinette centrifugata con Sid e Nancy per il finale di una collezione
sottilmente horror, punk, chic in perfetto stile Christopher Kane.



PETER PILOTTO
Quello
di Peter Pilotto e Christopher De Vos è un mondo
incredibile. Un vero Eden per le amanti dei pattern ma un richiamo
irresistibile anche per tutte le altre.
Pionieri
delle stampe digitali, per la p-e 2013 sono riusciti a creare capi magnifici combinando in modo esemplare fantasie diversissime - tra geometrie, esotismi e
rinascimento -,
rimandi couture - fatti di balze, baschine, gonne New Look -
e decorazioni con perline e specchietti mutuate dall’India.
Il tutto
su una struttura asciutta e facilmente gestibile.
Il
risultato è un’opera d’arte avvincente dall’inizio alla fine.
GILES
Come
sempre la collezione di Giles Deacon
ha una complessità non comune.
In
questo caso il motivo di vetro frantumato che si ritrova nelle stampe
fotografiche,
nella pelle tagliata a laser,
nelle lavorazioni 3D,
nei copricapi (di Stephen Jones)
e nelle
incrostazioni di cristalli
è collegato al terribile incidente stradale
che costò la vita a Jayne Mansfield, bomba sexy e mito dell’immaginario pop.
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| Jayne Mansfield nella pubblicità delle bottiglie d'acqua a sua immagine e somiglianza (1957), Tumblr |
Ma
tra le ispirazione dichiarate c’è anche l’artista Allen Jones,
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| Allen Jones by Jorge Lewinski (1976), Tumblr |
il che getta una
luce fetish anche sui capi più innocenti, vedi la blusa con delizioso colletto
bianco.
Per
finire, una folla di cavalli alati fa capolino tra fantasie digitali, broccati
e decori di abiti da principessa.
Un
gioco ironico, folle, dark e sensuale in cui si distingue la straordinaria
creatività applicata a una tecnica sopraffina.
PREEN
Dopo
cinque anni a New York il duo Thornton-Bregazzi
torna sulle passerelle londinesi con una sfilata essenziale, in cui la parte
più azzardata è lasciata ai pattern variamente mixati.
Le
linee pulite e minimali sono caratterizzate da tagli geometrici ed enfatizzate
da colori basic come bianco, blu e rosa carne.
Chemisier,
pantaloni morbidi, casacche e bluse racchiudono pelle, stampe coccodrillate e pitonate,
close-up floreali e righe, motivi galuchat e superfici pailletate a rilievo,
in
una serie di abbinamenti delicati e forti, ispirati a Buffalo 66.
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| Locandina di Buffallo 66 (1998), Tumblr |
ALTRE COSE INTERESSANTI
Il mix poetico di bellezze scomparse tra Navajo, motivi alveare e antica Grecia di
Marios Schwab.
L’innocenza
adolescenziale di balze e abiti di pizzo e plastica da Simone Rocha.
La
leggerezza dei fiori - tra fantasie giapponesi e pizzo -, dei gechi che si
rincorrono e della pelle color caramello di Mulberry.
Il
mix punk di rétro e bon ton con un pizzico di Settecento e di acconciature da
regina Elisabetta di Vivienne Westwood
RedLabel.
Immagini di sfilata:
vogue.it
Etichette: Christopher Kane, Fashion Shows, Giles, London Fashion Week, Peter Pilotto, Preen, Sfilate, Spring-Summer 2013