Concludiamo lo speciale
dedicato alle passerelle milanesi con:
ANTONIO
MARRAS, SALVATORE
FERRAGAMO, MISSONI, FRANCESCO SCOGNAMIGLIO, GABRIELE COLANGELO, ALBERTA FERRETTI, N.21, GIORGIO ARMANI
Percorre la sua strada Antonio Marras con la collezione ispirata
alla cantante Milly.
Il patchwork di tessuti e stampe - tipico del designer
sardo - diventa così un collage della memoria, dove ogni pezzo intreccia il
racconto di una vita: dagli arazzi ai completi maschili, dalle pellicce ai
velluti rossi dei sipari teatrali. Non mancano - trasfigurati - alcuni capi
simbolo della cantante come il trench e la blusa con collo ornato da ruche. Le linee
sono rétro e orientaleggianti, vedi i pantaloni ampi e corti al polpaccio e i
panneggi che ricordano quelli di un kimono. Da diva le mise finali. Stesso mix
anche per le pochette anni Quaranta; stupende le scarpe, deliziosi i colletti
sovrapposti.





Lussuosa e raffinata la sfilata Salvatore Ferragamo by Massimiliano
Giornetti. Tutto è giocato su due livelli, quello maschile d’impronta militare
e quello femminile che riprende il mood della celebre collezione (1976) di Saint
Laurent ispirata ai costumi delle contadine russe.
Da un lato quindi panno,
pelle e breitschwanz per cappotti, cappe e giacche army da cosacco, dall’altro fluttuanti
abiti al ginocchio in chiffon o bluse nude look su pencil skirt. Ai piedi stivali
- anche sotto i vestiti, in perfetto stile Seventies - e sensuali sandali
stringati. Notevoli gioielli e borse, tra cui si distingue la tracollina a
forma di uovo Fabergé, perfetta per la collezione Romanov.






Selvaggia e
metropolitana, quella di Missoni è
una ragazza che vive in città ma vorrebbe perdersi in un contatto profondo e primordiale
con la natura. Ecco perché la caratteristica maglia della griffe diventa quasi
irriconoscibile per somigliare a legno, pietre, terriccio; su essa s’innestano
brandelli di pelliccia ma anche corsetti in latex a sintetizzare il contrasto
tra due mondi opposti, difficili da conciliare. Le silhouette sono asciutte, allungate
e stratificate; pezzo simbolo il cache-cœur. Legno e minerali anche per gli
accessori; spiccano i guanti lunghi in pelle - trend di stagione - e le clutch
in metallo smaltato.





Più contenuto del solito, Francesco Scognamiglio parte con austeri outfit in panno per incamminarsi
su un tragitto fatto di strutture geometriche, silhouette maschili, pelle e
colori scuri dal tono dark-fetish. Dettaglio inconfondibile le baschine scultoree.
Molto belli i minidress drappeggiati, gli chemisier e il cappotto over effetto
craquelé con colate di vernice metal. Il lato avant-garde e folle emerge nelle
fantasie alla Rorschach - che svelano misteriose associazioni di balene e
pompelmi - e nei look con imbottiture che evocano ancora una volta gli spicchi
dell’agrume rosé. Da dominatrice chic gli ankle bootie stringati.




Moda e
arte per Gabriele Colangelo che
questa stagione trae ispirazione dai monocromi materici di Jason Martin,
trasposti in stampe effetto maelström e optical e texture complesse quanto innovative.
Le linee, tendenzialmente asciutte, fioriscono in silhouette ad anfora e
splendide costruzioni geometriche. Pelliccia e paillette danno quel tocco
lussuoso a una collezione in bilico tra couture e neo minimalismo. Notevoli i
capi finali nei toni del carne e del pesca.



Oscilla tra austerità e fragilità, maschile
e femminile, la sfilata di Alberta Ferretti.
Come se la consueta grazia della griffe dovesse rivestirsi di una corazza per
proteggere un’essenza tanto delicata. E così lo chiffon, il velluto devoré e le
piume si ritrovano su impalpabili abiti un po’ rétro, ma declinati quasi
esclusivamente in nero e viola con solo un flash di rosso. Accanto e al di
sopra, cappotti di tutti i tipi, rigorosi - gessati o in pelle -, a vestaglia o
in pelliccia colorata. Il risultato è una donna femminile, severa e misteriosa
a metà tra il Cigno Nero,
un ritratto di Boldini
e Vertigo.
Interessanti le pochette a quaderno con mini tracolla.




Decisamente
giovane e cool il nuovo corso di Alessandro
Dell’Acqua per il suo brand N.21.
Il look per il prossimo autunno-inverno è un mix tra una dimensione più femminile
e seducente - pizzo macramè, voile e nuance tenui in linea con la storia del
designer - e un’altra più severa e cupa, tweed nero, verde bosco o ruggine. Tutto
articolato su lunghezze mini o al ginocchio, stratificazioni e tagli geometrici;
leggermente over i pantaloni, delizioso il tocco delle camicie, molto belli i
capi con decori tipo gioielli della Corona e quelli con paillette ologrammate. Incantevoli
i sandali anni Quaranta in pelle e velluto e le pochette surrealiste.




Dandy easy
chic, la donna Giorgio Armani sfoggia
cappelli fedora alla Oscar Wilde
e scarpe virili, un po’ derby un po’ sneaker,
con impeccabili completi maschili e onnipresenti bermuda abbinati a giacche in
maglia o pelliccia, ma anche a bluse e preziosi abiti da sera ricoperti di
cristalli. Le linee sono sobrie con qualche tratto orientale e più femminile, in
purissimo stile Armani, mentre la base cromatica in grigio e nero è accesa da
tonalità shock come fucsia, arancio e rosso.
Altre
immagini: 1)
Milly, Tumblr; 2) Guy Bourdin - Yves
Saint Laurent, collezione Opéra-Ballet
Russes (a-i 1976), Tumblr; 3) Jason
Martin - As Yet Untitled (gold) (2011),
Tumblr; 4) Natalie Portman - Black Swan (2010) di Darren Aronofsky,
Tumblr; 5) Giovanni Boldini - Ritratto della Principessa Marthe-Lucile
Bibesco (1911), Tumblr; 6) Kim
Novak - Vertigo (1958) di Alfred
Hitchcock, Tumblr; 7) Oscar Wilde,
Tumblr.
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