Continuiamo
con la seconda parte dello speciale sulla Milano
Fashion Week. Oggi
una sintesi veloce delle seguenti sfilate:
GIANFRANCO FERRÉ,
BOTTEGA VENETA, FENDI, ETRO, EMILIO PUCCI, DOLCE & GABBANA, AQUILANO.RIMONDI
Raffinata
nella sua purezza architettonica la collezione Gianfranco Ferré di Piaggi
e Citron. Le linee, essenziali e
dinamiche anche quando sono over, svelano una complessità e una maestria di
taglio considerevoli. I colori sono scuri con flash ostrica e luminescenti; i
materiali lussuosi e tecnologici. La sera è una simbiosi di severità e
femminilità, ben sintetizzata dal look finale con collo montante e tasca
scultura. L’ispirazione è Helmut Newton, ma c’è poco fetish su questa
passerella, solo un brivido di anomala sensualità e un ottimo lavoro. Belle le
borse, interessanti gli stivaletti con “calzino” di pelle all’interno.




Meccanismo perfetto quello di Tomas Maier
per Bottega Veneta. Elegante e
femminile, la collezione ha linee asciutte e un rigore bon ton evidente nei
cappotti e nei tubini ornati da spille, paillette e ciuffi di chiffon. I
fianchi si arrotondano con giacche e baschine effetto couture. Splendida la
sequenza di vestiti - dal melanzana al nero - con cristalli, stampe, intarsi di
velluto, ramage e ruche. I pantaloni sono corti al polpaccio e si abbinano a
giacche, bluse e pull. La sera ha sfumature rétro. Belle le borse e gli
stivali; punte strettissime per mary jane e décolleté-stivaletto.





Sempre
difficile individuare un punto di partenza nel caso di Karl Lagerfeld. Per Fendi distilla
un ibrido elegantissimo che coinvolge sia la silhouette - semplice e
contemporanea ma con elementi rétro come maniche a sbuffo, alte cinture-bustino
e innesti plissé da statuaria classica - sia i materiali, pellicce di tutti i
generi si compenetrano con lana, pelle, velluto, chiffon e tessuti tecnici. Il
risultato ingloba primo Novecento, tratti barbarici e un futuro indefinito per
una donna a metà tra la principessa guerriera e la collegiale. Notevoli le
borse - specie quelle porta I-Pad - e gli stivaletti.





Che c’è di più Etro del paisley? Veronica Etro riprende il caratteristico motivo della griffe per
spargerlo a piene mani su una passerella ambientata nella Mitteleuropa anni
Venti/Trenta tra dandy e fascinose fräulein. Declinato nei modi più raffinati,
il paisley compare ovunque - su pantaloni, cappotti e abiti dai volumi a
contrasto -, affiancato a jacquard geometrici, breitschwanz, originali
cinture-baschina, volant di pelle traforata a laser e godet; belle le scarpe.
All’origine della sfilata Emilio Pucci
by Peter Dundas c’è il famoso
servizio di Helmut Newton con Vibeke Knudesen in smoking Saint Laurent.
La
suggestione senza tempo delle immagini scattate per Vogue Paris nel 1975 si
ritrova nella sottile sensualità del guardaroba maschile, declinato tra nude
look, tuxedo e fantasie; sensualità alla Newton anche negli abiti con tagli
doppiati in voile e nei capi in vernice. Belli i vestiti in chiffon che
simulano coccodrillo (presente anche vero) e pied-de-poule. Stampe immancabili,
ma con moderazione. Molto chic scarpe - menzione speciale per gli stivali di
coccodrillo - e borse.





Da
Dolce & Gabbana Sicilia, Barocco
e antichi paramenti sacri vibrano in una passerella che parla il lessico
massimalista della griffe con una grazia particolare: decori dorati per reminescenze
settecentesche, ma anche deliziosi abiti a piccolo punto e con dipinti di putti
e fiori, oltre alla consueta profusione di pizzo, velluto, trasparenze, bustier
e culotte. Tutto intriso di una speciale delicatezza dovuta anche a linee meno
sagomate sul corpo e ben rappresentate dal cult di sfilata: la cappa. Gli accessori
occupano un capitolo a parte che riprende i motivi della collezione tra ramage dorati,
perle, uncinetto, piccolo punto.






A dir
poco opulenta la collezione del duo Aquilano.Rimondi
dedicata a un’esteta innamorata dell’arte e pronta a giocare sui contrasti tra
neoprene e tecniche artigianali, tra impeccabili completi maschili e miniabiti
barocchi, delineati con ogni possibile silhouette, dall’anfora alla boule. Il
tutto invaso da splendidi jacquard geometrici, volute rococò e croci di
cristalli in omaggio a Giambattista Tiepolo, Artemisia Gentileschi, Andrea Mantegna
e ai gioielli sacri delle nostre chiese.
Altre immagini: 1) Helmut
Newton - Vibeke Knudesen in Yves Saint Laurent - Vogue Paris (1975), Tumblr
Etichette: Fall-Winter 2012-13, Milan Fashion Week, Sfilate