Quest’anno,
complice il freddo, è più semplice sintonizzarsi sull’autunno-inverno 2012-13 che sulla
primavera dietro l’angolo.
È
quindi con maggiore partecipazione che presentiamo la nostra rassegna delle
sfilate in corso, iniziando com’è d’obbligo con quelle di New York appena concluse.
Due i post dedicati a New York.
Oggi la prima parte con approfondimenti su Marc Jacobs e Rodarte e in sintesi Altuzarra, Preen, Prabal Gurung, Diane von Furstenberg, Tommy Hilfiger e Derek Lam.
MARC JACOBS
Nell’aria
si diffondono le note del musical Oliver
Twist; l’atmosfera è vagamente dickensiana. Dal castello di carta fiabesco
e cadente dell’artista Rachel Feinstein appaiono le ragazze di Marc Jacobs vestite di strati
innumerevoli con redingote bombate,
coprispalle e sciarponi chiusi da spille da
balia,
enormi cappelli a tesa larga,
scarpe da Padri Pellegrini indossate con
calzini corti.
L’effetto è quello di romantiche creature, sorta di
aristocratiche clochard di lusso
a metà tra la Pazza di Chaillot,
Eliza Doolittle prima della cura Higgins,
la Angel (2007) impazzita di François Ozon,
Anna Piaggi
e Lynn Yaeger.
Queste ultime due sono le ispirazioni dichiarate dal
designer insieme ai perseguitati del Mayflower e al bestseller per bambini The Cat in the Hat.
E infatti alcuni
cappelli - rigorosamente in pelliccia - ricordano quelli del gatto creato da
Dr. Seuss,
così come le commistioni eccentriche e complesse portate in
passerella rimandano allo stile sorprendente di personaggi come Piaggi e Yaeger
anche se con accenti anche più “sobri” rispetto agli originali.
Il
risultato - davvero invernale - è notevole e delicatamente malinconico;
caratterizzato da interessanti forme a cupola
e ad anfora anche molto
pronunciate sui fianchi per cappotti, abiti e gonne longuette
o provviste di
pantaloni tagliati al polpaccio.
Alle tinte unite si aggiungono fantasie
baroccheggianti,
fiori tappezzeria,
paisley giganteschi,
quadri, pied-de-poule
o patchwork in pelle per casacche, abiti e gilet magari indossati su camicie da
educanda.
Paillette e lurex inondano i look più scintillanti,
anche se spesso basta
un decoro ologramma
o un semplice filo a illuminare anche le maglie
dall’aspetto volutamente casalingo.
Elegantissimi nei loro rimandi alla couture
anni Cinquanta e Sessanta gli abiti all black del finale.
RODARTE
La
dimensione delicata e rétro è affine a quella dello scorso autunno-inverno
dedicato a Days of Heaven. Per la
nuova stagione fredda però le sorelle Mulleavy
si spostano dagli stati americani del Sud all’Australia,
delineando una
collezione forse meno poetica della precedente ma sempre elegante e fuori dal
coro, con fogge insolite, adoperate in modi estremamente attuali. Le linee
degli abiti - con vita allungata, taglio sbieco, maniche dolman e volant - richiamano gli anni Venti e Trenta, ma non
quelli scintillanti della couture parigina, bensì quelli più dimessi di terre remote
e polverose.
E polverosi sono anche il makeup
e i colori - ruggine, ocra, rosa,
marrone -
che creano la suggestione dell’Outback (persino i tacchi degli
stivali sono pieni di sabbia)
mentre le stampe si rifanno a motivi e pitture
rupestri dei nativi Maori,
come nel caso delle mani che si rincorrono sugli
abiti finali.
Le linee semplici degli abiti da giorno in pizzo di lana o a
quadri
diventano più leggiadre e ricche per i vestiti in chiffon e tulle
ricamato.
Molto
belli i cappotti a righe e micro disegni,
le giacche sciancrate dagli ampi
revers
e gli abiti dai colletti integrati attraverso invisibili strati di
voile.
Il consueto apporto artigianale si concretizza nelle maglie lavorate a
trecce,
nei capi in shearling
e nei vestiti in pelle intarsiata.
Le
acconciature scomposte sono fermate da stelle di metallo, presenti anche sulle
fibbie delle cinture.
ALTUZARRA, PREEN, PRABAL GURUNG, DIANE VON
FURSTENBERG, TOMMY HILFIGER, DEREK LAM
Tra
le sfilate più interessanti avvistate nelle giornate newyorkesi: Altuzarra parte da Corto Maltese
proponendo un’elegante viaggiatrice che mescola capi marinareschi e militari a
elementi di gusto berbero come decori di monete e pon pon, alte cinture in
pelle, montone, lane tessute al telaio, stampe tappeto. Bellissimi i pantaloni
jodhpur d’ispirazione indiana e i look tra il borghese e l’amazzone abbinati ad
altissimi cuissarde.
Thornton e Bregazzi costruiscono ogni stagione di Preen partendo dalla precedente; si
passa così da Virginia Woolf a Beatrix Potter
per una collezione femminile e grintosa
in cui pizzo e romantiche stampe di fiori e farfalle risultano delicati ma
contemporanei grazie a silhouette essenziali, blocchi di colore e fantasie astratte.
Prabal Gurung conferma il suo stile
patinato e glam fatto di asimmetrie, inserti trasparenti e fantasie
caleidoscopiche - rose e teschi bovini alla Giorgia O’Keeffe -
a cui si
aggiungono tessuti ologrammati e morbidi volant per una sfilata con qualche
sfumatura alla Tisci divisa tra nero, bianco e oro e blu elettrico.
La collaborazione
tra la vulcanica Diane von Furstenberg
e il designer Yvan Mispelaere
prosegue sulla strada della sensualità chic e del glamour dando vita a una
collezione come sempre molto femminile e morbida fatta sì di stampe ma anche di
inediti abbinamenti cromatici e look più essenziali.
Città e campagna da Tommy Hilfiger che manda in passerella
una piacevole collezione tra maschile ed equestre mixando pelle e velluto a
coste, doppiopetto e tessuti da gentleman, motivi di morsetti e briglie; anche
gli abiti più femminili e fluttuanti hanno tonalità da caccia e sono ornati da
cinghie di pelle.
Antichi decori floreali persiani e paisley giganteschi in
broccato campeggiano invece sulle silhouette nette di Derek Lam per una sfilata dagli accenti Sixties eppure
contemporanea, che culmina nel finale degli abiti scivolati accompagnati da
maglioni Aran lavorati con tecniche avveniristiche.
Altre immagini: 1)
Katharine Hepburn in The Madwoman of
Chaillot (1969), Tumblr; 2)
Audrey Hepburn e Rex Harrison in My Fair
Lady (1964), Tumblr; 3) Anna Piaggi, Tumblr; 4) Lynn Yaeger, Tumblr; 5) The
Cat in the Hat, Tumblr; 6)
Outback australiano, Tumblr; 7)
Corto Maltese - Hugo Pratt, Tumblr; 8)
Beatrix Potter fotografata da Rupert Potter (1907), Tumblr; 9) Giorgia O’Keeffe - Ram’s Head, Blue Morning Glory (1938), Tumblr.
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