Forme lineari per stampe e colori caleidoscopici, ispirati dai lavori del fotografo americano Paul Outerbridge: Jonathan Saunders manda in passerella una collezione semplice e complessa al contempo, ascrivibile alla nuova corrente neominimalista o del minimalismo barocco a cui hanno dato il via sfilate primaverili come quelle di Prada e Jil Sander.
Si parte con capi severi e quasi monocolore
ma si tratta solo di un’introduzione preparatoria al susseguirsi di incredibili intrecci cromatici (spesso enfatizzati da cinture a contrasto)
e di splendidi motivi geometrici, tappezzeria e floreal-faunistici che si ripetono in innumerevoli varianti
e, per gli outfit più interessanti, addirittura mixati tra loro.
Le silhouette sono essenziali per dare il massimo risalto e compensare il tripudio di fantasie decorative; tanti gli abiti - preferibilmente longuette o lunghi alla caviglia -, mossi appena da qualche piega o spacco,
e le gonne abbinate con camicette, bluse e t-shirt;
la sera è sobria ed elegante in nero e paillette.
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