Calvi on the Rocks: report su un festival da sballo


Anche i festival hanno le loro mode. Il popolo dei social network negli anni ha eletto gli appuntamenti di culto: Pukkelpop, Sziget, Sónar, Exit e via dicendo. L’ultimo in ordine di tempo il Primavera, la cui ascesa è stata tanto inarrestabile da far sembrare il concittadino Sónar un ferro vecchio. Il feticismo – si sa – è spesso stucchevole.

The festivals also have their trends. The social networks’ community has chosen over the years the cult events: Pukkelpop, Sziget, Sónar, Exit. The last one is Primavera, whose success has been so relentless that the “older brother” Sonar looks by now like an antique. 


In questo gioco dei grandi eventi si perdono così di vista innumerevoli festival altrettanto degni di nota. Uno di questi è sicuramente il Calvi on the Rocks, giunto alla sua undicesima edizione. Immersa in uno scenario mozzafiato nel nord-ovest della Corsica, la piccola cittadina di Calvi si trasforma per sei giorni all’anno nel tempio degli eccessi e dei beat elettronici. Grazie a una ricetta semplice e terribilmente efficace: natura, mare e musica. E grazie a un’offerta variegata che conta su un centinaio di nomi tra dj e producer ed è suddivisa ciclicamente in tre momenti e ambienti ben distinti.



Within this game of big events many remarkable festivals don’t catch the attention they deserve. One of them is Calvi on the Rocks, come to its eleventh edition. Situated in a breathtaking landscape at the north-west of Corsica, the small city of Calvi becomes for six days per year the pantheon of excesses and electro beats. Thanks to a simple and powerful recipe: nature, sea and music. And thanks to a varied “roster” of about one hundred djs and producers.


Per tutto il pomeriggio – dalle 15 alle 20 circa – le onde sonore si confondono con quelle marine sulle spiagge di Calvi per una serie di live e dj set gratuiti; di sera la programmazione è convogliata in un unico spazio – il Théâtre de Verdure – ricavato in maniera suggestiva ai piedi della cittadella e a pochi metri dall’acqua; la notte è dominata dai club e dagli aftershow che durano fino all’alba.

The festival is divided in three moments: all afternoon long you can listen to live and dj sets on the beach; then the scheduling moves towards a unique space (Théâtre de Verdure) between the citadel and the sea; by night clubs and aftershows play a central role until dawn. 


La forza del Calvi on the Rocks è proprio la parte pomeridiana. È vero che il club è la dimensione che più esprime le potenzialità della musica elettronica, ma d’estate cosa c’è di meglio che ballare scalzi sulla sabbia col sole che ti bacia e il mare pronto ad accoglierti? In uno scenario del genere le gerarchie si rovesciano e il club diventa una gabbia. Come nel caso dell’Annexe, spazio da 150-200 posti, così angusto da depotenziare l’energia del set di Aeroplane – uno dei migliori in circolazione – e Attar!, già esibitisi il giorno precedente al lido Octopussy. E non molto dissimile è stata la situazione al Golfe Taverne con Amandine e Fafi. Sarebbe magnifico un Calvi on the Rocks con gli aftershow in spiaggia. Ma immaginiamo i problemi organizzativi che ostacolano una tale soluzione.

Aeroplane e Attar! all'Annexe club


The strength of Calvi on the Rocks is just the afternoon part. It’s true that the club expresses in the best way the power of electro music, but by summer what better is there than dancing barefoot on the sand with the sun which kisses you and the sea which cuddles you? In that scenery the hierarchies overturn and the club looks like a cage. Like the Annexe (150-200 people of capacity), so narrow as to weaken the set of Aeroplane and Attar! (who had already played the previous day at Octopussy beach); or the Golfe Taverne with Amandine and Fafi. Calvi on the Rocks with the aftershows on the beach would be great.  

Mock & Toof

Appunto in spiaggia si sono viste le cose migliori di questo festival: su tutti il live del duo inglese Mock & Toof, formato da Duncan Stamp e Nick Woolfson (di cui abbiamo già parlato). Con il loro sound indefinibile – fatto d’incursioni nei territori più disparati dell’elettronica degli ultimi trent’anni – Mock & Toof  hanno proposto un live notevole, arricchito da quelle autentiche perle che sono la frizzante Day Ken Died e il cavallo di battaglia (in due versioni differenti, la seconda a grande richiesta del pubblico) Farewell to Wendo. Ma anche i tanti brani dell’ultimo album Temporary Happiness.

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On the beach indeed we saw the best things: above all the live set of the English duo Mock & Toof, made up of Duncan Stamp and Nick Woolfson (we have already written something about them). With their indefinable sound – characterised by “intrusions” in the last 30 years electro - Mock & Toof did a remarkable live, enriched by gems like the lively Day Ken Died and the anthem (in two different versions) Farewell to Wendo.

Kasper Bjorke

In cima al podio non può mancare quel mostro sacro di Todd Terje, il norvegese innamoratosi dell’italo disco e del balearic sound, capace con il suo dna “fiordaceo” d’infiammare la platea del Diesel in Casa dopo l’ottimo set di Kasper Bjørke, un altro scandinavo dal cuore caldo. Il buon Todd ha messo i panni del direttore d’orchestra proponendo un dj set sapiente e praticamente perfetto: inizio “palleggiato” con suoni marcatamente rétro, parte centrale affidata all’elettronica più spinta e chiusura con ritmi tropical e balearic. E un pezzo finale che ha richiamato i bagnanti dei lidi vicini: il suo successo – entrato ormai nella storia – Inspector Norse.

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The other “big thing” of the festival was the dj set by Todd Terje, the Norwegian fallen in love with the italo disco and the balearic sound, able with his Scandinavian DNA to inflame the audience at Diesel in Casa after the good show by Kasper Bjørke. Todd dressed up as orchestra leader offering a wise dj set: beginning with rétro sounds, in mid storming electro and closing with tropical and balearic rhytms. And finally the end-track, able to make dance all the people on the beach: Todd Terje’s hit Inspector Norse.

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Una citazione meritano certamente anche i live del barbuto Acid Pauli e di Nu, sempre nella cornice del Diesel in Casa. Al Mar a Beach – nei pressi del Pointe de la Revellata – si sono invece esibiti in un back-to-back di cinque-sei ore il duo parigino Get a Room! e uno dei preferiti di ElectroMode, ossia Pierre-Alexandre Busson aka Yuksek. In uno scenario dal fascino unico (una spiaggia incastonata nella roccia) i tre buontemponi – supportati dal sostegno dell’amico per la pelle di Yuksek Brodinski, che non esitava a distribuire in consolle mojito su mojito – si sono divertiti a sfidarsi, privilegiando spesso l’electro più caciarona.

Yuksek, Get a Room! e Brodinski

Also the live sets of the whiskered Acid Pauli and Nu deserve a mention. At Mar a Beach on the other hand the Parisian duo Get a Room! and Yuksek performed five-six hours back-to-back. In an unmatched scenery (a beach “designed” in the rocks) the three friends – with the support of Brodinski, who handed out innumerable mojitos – enjoyed themselves playing noisy electro.

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E poi ancora Mayer Hawthorne, Ines Melia, Dada Disco, Horse Meat Disco, Arnaud Rebotini. E tanti altri che noi di ElectroMode non abbiamo potuto ammirare – di volta in volta – per assenza del dono dell’ubiquità, di soldi, di tempo. Anche perché il nostro festival è finito l’8 luglio, a due giorni dalla chiusura del Calvi on the Rocks. Con il grande rammarico di non aver ascoltato Flume, Jackson & His Computer Band, Trentemøller e di non aver partecipato al closing party in spiaggia con – fra gli altri – Matthew Dear e Metro Area.



And then Mayer Hawthorne, Ines Melia, Dada Disco, Horse Meat Disco, Arnaud Rebotini. And many more whom we couldn’t admire – from time to time – because of the absence of the gift of ubiquity, money, time; because our festival ended on the 8th of July, two days before the closing of Calvi on the Rocks. With the regret for not listening to Flume, Jackson & His Computer Band, Trentemøller and not taking part in the closing party on the beach.  



Preferiamo comunque ricordare il Calvi on the Rocks per le emozioni vissute piuttosto che per le opportunità mancate. Per il mare, la natura selvaggia, le belle ragazze e i bei ragazzi, il carattere ostico dei Corsi, la magia della musica elettronica. Con la volontà e la speranza di tornarci ancora e con un consiglio – rivolto a voi lettori – di non perdervi l’anno prossimo questa festa straordinaria. 

Anyway we want to remember Calvi on the Rocks for the emotions rather than for the missed opportunities. For sea, wild nature, beautiful girls and boys, hard Corsican character, the magic of electro music. With the will and the hope that we’ll come back again and a suggestion to our readers: don’t miss next years this amazing party!


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