Review: The Knife - Shaking the Habitual



Sette anni di attesa. Era il 2006 quando Silent Shout – terzo album dei The Knife, duo svedese formato dai fratelli Olof Dreijer e Karin Dreijer Andersson – sancì la loro definitiva consacrazione. Da allora silenzi, progetti solisti (Oni Ayhun per Olof, Fever Ray per Karin) e anche l’opera collettiva Tomorrow, in a Year con Mount Sims e Planningtorock, un ambizioso percorso sonoro a testimoniare L’origine della specie di Darwin.
Ed è proprio da Tomorrow, in a Year piuttosto che da Silent Shout che bisogna prendere le mosse per capire l’esito della ricerca musicale dei The Knife. Il nuovo Lp si chiama Shaking the Habitual, un titolo che dice tutto sulla scelta artistica dei due fratelli. Abbattere le convenzioni, distruggere le abitudini: l’intento sovvertitore sembra consumarsi su ogni piano, sia su quello estetico (con uno stile sperimentale da avanguardia elettronica) sia su quello concettuale (“Let’s talk about gender, baby, let’s talk about you and me”, canta Karin in Full of Fire).


Seven years. Seven years ago Silent Shout – third acclaimed album by The Knife, the two Swedish brothers Olof Dreijer and Karin Dreijer Andersson – was published. From then silences, solo projects (Oni Ayhun by Olof, Fever Ray by Karin) and also the collective opera Tomorrow, in a Year with Mount Sims and Planningtorock, an ambitious sound path to represent The Origin of Species by Darwin.
If you want to understand the new Knife-way, you’ve to consider Tomorrow, in a Year rather than Silent Shout. The new Lp has a title – Shaking the Habitual – which tells everything about this new Knife-way. The aim is to overthrow the conventions, destroy the habits. Both on the aesthetic plane (with an experimental style, electronic avant-garde) and on the conceptual plane (“Let’s talk about gender, baby, let’s talk about you and me”, Karin sings in Full of Fire).   


La musica dei The Knife è appunto musica concettuale, una contraddizione in termini soprattutto quando si tratta di sintetizzatori e macchine. Eppure l’approdo sembra questo. Prendiamo Fracking Fluid Injection, una traccia strumentale di circa 10 minuti basata su tante note messe insieme a formare un lamento indistinto. Sembra il lamento della natura, probabilmente la natura violentata dalle tecniche estrattive a cui farebbe riferimento il titolo. Il brano è un collage di suoni ancestrali che rimandano a un altro luogo e a un altro tempo, il grido di sofferenza della terra deturpata.

The Knife-music is just conceptual music. Consider Fracking Fluid Injection, an instrumental 10 minutes track based on a bunch of notes which shape a faint lament. It looks like the lament of the nature raped by the mining techniques, to which the title could refer.


E in generale la direzione sembra questa: esprimere in note concetti, temi, domande. E se rifiutare confini e steccati cercando un approccio di arte totale può essere senza dubbio un merito, d’altro canto l’impressione è che l’arte espressa sia spesso autoreferenziale. A Cherry on Top e Old Dreams Waiting to Be Realized (con i suoi infiniti 19 minuti) sono i pezzi più pretenziosi e inutili dell’intero album. Sono esempi degenerativi di “art pour l’art”, intellettualismi sorti nel regno della ragion pura musicale. E con tutto il rispetto e la stima che puoi provare per Olof e Karin, non puoi fare a meno di pensare che Shaking the Habitual sia una mattonata sugli zebedei.

The aim seems to be the translation of concepts, themes and questions in notes. So Karin and Olof get the value of rejecting borders seeking an approach of total art, but the art so expressed seems autoreferential. A Cherry on Top and Old Dreams Waiting to Be Realized (with its infinite 19 minutes)  are the most pretentious and useless tracks of the album. They are a negative example of “art pour l’art”. So you can’t help thinking of Shaking the Habitual as a big drag.


Ma la seconda parte riesce parzialmente a mitigare tale sensazione: Raging Lung è un equilibrio accorto di voce e percussioni (elemento dominante di Shaking the Habitual); Networking è un esempio di minimal-tech d’avanguardia basato su un unico grande riverbero che si propaga ossessivamente; Stay Out Here ha un incipit minimal per poi evolversi in una techno più cattiva e radicale. Sembra una produzione firmata Bpitch Control o Kompakt.
La magia di Silent Shout è svanita. Con coraggio i The Knife hanno imboccato un’altra strada, fatta di sperimentazioni à la Autechre ed effetti disturbanti. Il risultato è un album riuscito a metà, scisso fra spunti geniali e impulsi onanistici.


Anyway the second part of the album manages in part to soften this impression: Raging Lung balances voice and percussions; Networking is an avant-gard minimal-tech track based on a unique big reverberation; Stay Out Here – with his tech structure – seems to be produced by Bpitch Control or Kompakt.
The charm of Silent Shout has gone away. The Knife have taken another path, an experimental path à la Autechre with disturbing effects. The result is an album split in two parts: genial ideas and onanistic impulses.  


Tracklist  -   Shaking the Habitual
  1. A Tooth for an Eye
  2. Full of Fire
  3. Cherry on Top
  4. Without You My Life Would Be Boring
  5. Wrap Your Arms Around Me
  6. Crake
  7. Old Dreams Waiting to Be Realized
  8. Raging Lung
  9. Networking
  10. Oryx
  11. Stay Out Here
  12. Fracking Fluid Injection
  13. Ready to Lose

     

Etichette: , , , ,