Trend Spring-Summer 2012 - ElectroFocusMode: All you need is TRENCH


Questo post avrei dovuto pubblicarlo durante il Salone del Mobile. Avessi avuto un trench, magari le intemperie sarebbero state affrontate con più stile e meno parole irripetibili.
Ma siccome la follia regna sovrana, lo pubblico adesso che il sole splende su tutta la penisola, fa caldo e si sognano acque cristalline. A ogni modo - non per portare sfiga -, ma ha una sua attualità, considerato che: 1) il meteo si presenta ancora incostante; 2) parliamo di un cult di sempre; 3) come ricorda Ines de la Fressange ne La Parigina*, servono 7 evergreen per una perfetta allure parisienne (leggi chic) e uno di questi è l’impermeabile kaki.


Lo stesso che, commissionato nel 1901 dal Ministro della Guerra inglese a Sir Thomas Burberry - un capo così poteva nascere solo nell’uggiosa Albione -, è passato indenne dalle trincee alla moda divenendo punto fermo di ogni guardaroba che si rispetti; probabilmente grazie a decenni di onorata carriera cinematografica.
Basti pensare a Humphrey Bogart e al suo Philip Marlowe - emblema hard boiled che fin dall’abbigliamento preannunciava modi alquanto spicci -


o a detective più malleabili come Colombo e Clouseau.


Anche se è declinato al femminile che il trench ha assunto l’aura di mistero, stile e fascino che lo contraddistingue; un mix tra l’enigma su cosa si nasconda sotto (sarà per questo che gli esibizionisti ne hanno sempre uno?) e il senso d’indipendenza e nonchalance che comunica una donna con un indumento così funzionale e privo di fronzoli. Non a caso, dovessi fare una carrellata di icone “impermeabilizzate”, non potrebbero mancare cinque nomi che sintetizzano forza, charme, classe e sensualità: Marlene Dietrich in A Foreign Affair,


Audrey Hepburn in Breakfast at Tiffany’s,


Anna Karina in Made in U.S.A.,


Catherine Deneuve in La Sirene du Mississippi


e Jane Fonda in Klute.


Ovvero approcci diversi a un mito, la cui massima espressione risponde inevitabilmente al nome Burberry

(qui indossato in modo impeccabile da Nine d’Urso, figlia di Ines de la Fressange).


La Parigina suggerisce di rimboccare le maniche e annodare la cintura e di accompagnare il trench non solo al jeans ma anche a smoking e tubino da sera, per ottenere il décalage d’obbligo sotto la Tour Eiffel. Di sicuro, mai eccedere col look militare, abbinare gonne lunghe o peggio perle, twin-set e gonna dritta; si rischia l’effetto soporifero.   

Christopher Bailey lo rielabora a ogni stagione nei modi più sorprendenti e cool; per la p-e 2012 è in ottima compagnia con le riletture proposte - tra gli altri - da Jean Paul Gaultier, Derek Lam, Valentino, Antonio Marras o Fendi. Come tutti i classici il trench è ormai una sorta di canovaccio su cui ricamare a piacere.
La cosa più folle è che io non ne ho ancora uno.





*Imperdibile bibbia per aspiranti cittadine della Ville Lumière che sognano di essere Charlotte Gainsbourg a zonzo per il Marais  



Immagini di sfilata: Vogue.it
Altre immagini: 1. Humphrey Bogart, Pinterest; 2. Peter Sellers - The Pink Panther (La Pantera Rosa), 1963 - Blake Edwards, Pinterest; 3. Marlene Dietrich - A Foreign Affair (Scandalo Internazionale), 1948 - Billy Wilder, Tumblr; 4. Audrey Hepburn - Breakfast at Tiffany’s (Colazione da Tiffany), 1961 - Blake Edwards, Tumblr; 5. Anna Karina - Made in U.S.A. (Una Storia Americana), 1966 - Jean-Luc Godard, Tumblr; 6. Catherine Deneuve e Jean-Paul Belmondo - La Sirene du Mississippi (La Mia Droga Si Chiama Julie), 1969 - François Truffaut, Pinterest; 7. Jane Fonda - Klute (Una Squillo per l’Ispettore Klute), 1971 - Alan J. Pakula, Pinterest; 8. Trench in gabardine con bordo intrecciato - Burberry London (s-s 2012); 9. Nine d’Urso - La Parigina (2011) - Ines de la Fressange, Tumblr.  

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