27.6.11

Interview: Shindu

* L’articolo/intervista è pubblicato anche in inglese.
* The article/interview is written both in Italian and in English



Circa un mese fa ho avuto il piacere d’intervistare Sebastiaan Vandevoorde aka Moonlight Matters. In quell’occasione abbiamo parlato dei suoi remix, dei suoi progetti futuri e della sua attività di produzione per emergenti band belghe. Fra queste ci sono gli Shindu.
In concomitanza con l’uscita presso Kitsuné del loro singolo Happy House – e dei relativi remix firmati da JBAG, Martians, Polydor, Herr Styler e Midnight Savari – ecco a voi l’intervista con Christopher (Static), Maxime (Greedy) e Chibi.
Happy House è potenzialmente la summer hit di quest’anno, è una cover riuscitissima dell’omonimo pezzo dei Siouxsie and the Banshees. Il brano originale non viene stravolto; anzi, è sapientemente rivisitato e gli accenti gothic new wave lasciano spazio a un suono originale, una via di mezzo tra synth pop e disco-house.
La splendida voce di Chibi è il valore aggiunto di una traccia trascinante e accattivante.
Gli Shindu sono l’ulteriore conferma che il Belgio sta diventando una delle regine della musica elettronica europea e internazionale.

C’è una sorpresa: il minimix firmato Shindu, in esclusiva per ElectroMode.



Ciao ragazzi! Potreste dirci qual è il vostro background e come vi siete conosciuti?

Ci conosciamo da ormai un paio d’anni. E come tu saprai, noi (Cristopher e Maxime) abbiamo iniziato come dj electroclash Static & Greedy, facendo date in tutto il Belgio e oltre confine. Dopo un po’ – come il 90% dei dj di questi tempi – abbiamo iniziato ad avvertire l’esigenza d'intraprendere la carriera di producer. Abbiamo così escogitato un piano generale per mettere insieme tutte le nostre idee musicali in modo da dar vita a un progetto capace di definire il nostro sound. È stato una sorta di gioco di sperimentazione all’inizio, ma col passare del tempo abbiamo deciso di far convivere tutti gli elementi che amiamo. Per quanto riguarda la parte vocale, la nostra cantante è Chibi: la sua audizione è stata eccezionale!

Chibi: Amo la musica sin dalla più tenera età. Ho provato a suonare qualche strumento, ma ho capito rapidamente che la mia voce era il miglior strumento possibile!

23.6.11

Review: Junior Boys - It's All True


It’s All True è il nome del quarto album degli Junior Boys, duo canadese composto da Jeremy Greenspan e Matt Didemus.
Last Exit e So This is Goodbye, i primi due LP, hanno consentito ai due amici di Hamilton di valicare i confini canadesi e di farsi conoscere da una platea internazionale; Count Souvenirs (incluso in So This is Goodbye) – straordinario esperimento di ballata elettronica che punta dritto al cuore – è stato per un lungo periodo uno dei miei pezzi preferiti.


19.6.11

Review: Is Tropical - Native To


Ho assistito due volte negli ultimi mesi a un live degli Is Tropical: entrambe le volte si trattava di un Kitsuné Party, la prima a Berlino e la seconda a Londra.
In ambo i casi altre cose hanno attirato maggiormente la mia attenzione: a Berlino il live dei Logo, a Londra il dj-set di Aeroplane (straordinario!) e la bellezza di Róisín Murphy. Tuttavia, lo show di questi ragazzi inglesi, che si esibiscono parzialmente mascherati, è più che discreto; i tre hanno una buona presenza scenica ed energia da vendere.
Per quanto concerne il lato musicale, il discorso è un po’ più complesso. Per parlarne più dettagliatamente, è preferibile riferirsi allora a Native To, loro LP di debutto uscito il 13 giugno presso Kitsuné e prodotto in parte da sua maestà Laurent Ash aka Lifelike.


16.6.11

ALEXANDER MCQUEEN: Savage Beauty

Un romantico intriso degli umori neri della letteratura gotico-vittoriana, un nazionalista innamorato della natura, un artista che usava come mezzo espressivo la moda sovvertendone i dettami: Lee Alexander McQueen era questo e infinitamente altro. A poco più di un anno dalla scomparsa, l’opera e il pensiero rivivono nell’imperdibile retrospettiva dedicata dal Metropolitan Museum di New York e visitabile fino al 7 agosto.
Organizzata dal curatore del Costume Institute, Andrew Bolton, con il supporto di Harold Koda e gli allestimenti di Sam Gainsbury e Joseph Bennett (scenografi delle sfilate di McQueen), Savage Beauty si snoda in 6 sezioni che ruotano attorno all’indole romantica del designer inglese, di cui vengono indagati i molteplici aspetti attraverso 100 outfit e 70 accessori.
In una carrellata che raccoglie le meraviglie di 19 anni di carriera, a partire da quelle di Jack The Ripper Stalks His Victims (collezione di diploma alla Central Saint Martins , 1992, interamente acquistata all’epoca dalla mentore Isabella Blow), riemerge il ricordo di alcune tra le sfilate più stupefacenti, vere e proprie performance cui si partecipava certi di essere trasportati nei “luoghi” sconosciuti e sempre nuovi del complesso universo interiore dello stilista. Ed è forse questo a mancare più di tutto a coloro che hanno seguito e amato il suo lavoro: il messaggio, la provocazione mai fine a se stessa (l’evocazione del genocidio scozzese, la riflessione sulla bellezza al di là dei canoni, l’incredibile profezia sull’involuzione umana) resa in modi spettacolari e incarnata nella narrazione, nel racconto originario, vibrante dietro quei capolavori di assoluta maestria sartoriale: dalla caduca magnificenza dell’abito ricoperto di fiori di seta e fiori freschi di Sarabande (p-e 2007)
Alexander McQueen (British, 1969-2010): Dress, Sarabande, spring/summer 2007
Courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Photograph © Sølve Sundsbø / Art + Commerce

al completo effetto mutante di Plato’s Atlantis (p-e 2010),
Alexander McQueen (British, 1969-2010): Ensemble, Plato’s Atlantis, spring/summer 2010
Courtesy of The Metropolitan Museum of Art, Photograph © Sølve Sundsbø / Art + Commerce

4.6.11

Deepsession



Dopo essersi affermata negli ultimi anni come organizzazione di punta nell’ambito della scena elettronica romana e dopo aver ospitato producer come DatA, SymbolOne, Simian Mobile Disco, Scuola Furano (per dirne solo alcuni, quelli che più ci piacciono), Deepsession è pronta a spiccare il volo e a tentare una nuova avventura come etichetta discografica.
Il lancio ufficiale è previsto per il 6 giugno, quando su traxsource – una sorta di grande mercato digitale della musica elettronica – sarà disponibile la prima release degli XCUSE, trio prodotto “in casa” e formato, tra gli altri, da Frenetik Beat, mente e componente degli esplosivi Frank Sent Us.


Deepsession si è contraddistinta in questi ultimi anni per una costante ricerca delle sonorità elettroniche più disparate, mai sazia dei successi raggiunti. Questo è il suo grande merito.
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