Review: Justice - Audio, Video, Disco


Cross nel 2007 segnò la loro consacrazione; incensati come gli alfieri del post-french touch, esaltati quali nuovi Daft Punk, Gaspard Augé e Xavier de Rosnay – meglio noti come Justice – hanno atteso quattro anni prima di licenziare il loro nuovo LP Audio, Video, Disco.


Ne è valsa la pena? Spesso non è semplice essere all’altezza della propria fama; quando si è all’apice, diventa difficile confermarsi ed emulare quanto fatto in passato. #1 dei Fischerspooner è risultato troppo dirompente, innovativo, magistrale per gli album successivi del duo newyorchese (malgrado Odissey sia comunque interessante e apprezzabile); in altro ambito, Is This It? dei The Strokes ha rappresentato un episodio irripetibile di quella stagione rock, un precedente troppo scomodo per i loro altri lavori.


Cross, ottimo esordio dei Justice, ha beneficiato all’epoca di un contesto musicale altamente ricettivo nei riguardi del progetto di sperimentazione post-french touch, che sembrava in grado di dare nuova linfa a una scena elettronica alquanto ammuffita.
Audio, Video, Disco deve fare invece i conti con la fine del periodo d’oro dell’Ed Banger style, ormai sclerotizzatosi e reo di aver generato un epigonismo di maniera alquanto stucchevole (ma comunque migliore della pseudo-innovazione rappresentata dal versante fidget e “ignorante” dei fratelli e figli di Boys NoizeCrookers, D.I.M., Strip Steve, Bobmo, Jack Beats –).


Xavier e Gaspard, consapevoli dei mutamenti avvenuti, hanno perlomeno il merito di non aver riproposto la medesima ricetta di quattro anni or sono. Certo, lo stile rimane quello che ci ha fatto innamorare di brani come Phantom o Let There Be Light; il prodotto che ne viene fuori però suona abbastanza diverso rispetto a Cross. Avrebbero potuto campare di rendita e presentare un puro esercizio artistico fine a se stesso. Hanno cercato invece di mantenere la loro identità, aprendola allo stesso tempo a istanze di altro genere, prima fra tutte quella progressive degli anni Settanta e Ottanta.


Sgombriamo il campo da ogni dubbio: Audio, Video, Disco non è sicuramente un capolavoro e risulta anche posticcio e tremendamente commerciale in alcune track infelici come Civilization ed Helix. Sarebbe tuttavia un delitto liquidarlo come un album brutto e facilmente obliabile. In molti adducono a giustificazione della loro idiosincrasia il fatto che sono pochi i pezzi che lasciano una vivida impressione dopo l’ascolto. Si tratta di un rilievo in parte vero. Audio, Video, Disco risulta comunque un LP discreto, seppur privo di prove memorabili come Phantom o Waters of Nazareth.
Goblin, Yes e la scena krautrock tedesca sono influenze chiaramente presenti in molte tracce: fra queste una menzione speciale meritano Canon (mirabile esempio di electroprog), On’n’On e Newlands (il brano più rock, il cui incipit ricorda vagamente Limousine di Vicarious Bliss), mentre la titletrack costituisce il lato accattivante e catchy di questo lavoro.


Solo i posteri potranno dirci quale posto spetta ai Justice e ad Audio, Video, Disco nella storia della musica elettronica. Noi, nel frattempo, limitiamoci ad ascoltarlo. Non sarà tempo perso.

Tracklist    Audio, Video, Disco
1.       Horsepower
2.       Civilization
3.       Ohio
4.       Canon (Primo)
5.       Canon
6.       On’n’On
7.       Brianvision
8.       Parade
9.       Newlands
10.    Helix
11.    Audio, Video, Disco
          

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