R.I.P. Dj Mehdi



Era un freddo martedì novembrino di quattro anni fa, in piena fase esplosiva dell’electro francese e dell’Ed Banger-style. Chi se lo dimentica? Un dj set di ottima fattura, tecnicamente pregevole e capace di far muovere costantemente i culi; e soprattutto un’atmosfera magica di unione simbiotica fra pubblico e dj. Poi, a suggello finale, quello che non ti aspetti: Mehdi Favéris-Essadi, dopo aver lasciato il posto al resident Andrea Esu, scende dalla consolle e si unisce a noi, alla folla danzante, operando uno scarto rispetto alla logica dei ruoli che spesso, ahimé, s’insinua anche in questi ambiti. Risulta difficile credere che quello stesso uomo, che disinvoltamente e col sorriso sulle labbra ballava con sua moglie Fafi (famosa illustratrice e fumettista) e sembrava conoscere il segreto della felicità, possa essere morto.


Ebbene sì, la notizia è rimbalzata su blog, agenzie stampa, social network: Dj Mehdi, ad appena 34 anni, lascia per sempre compagna, figlio e amici a causa di un incredibile incidente domestico. Pare che, in occasione del compleanno del socio Riton (con cui formava il progetto Carte Blanche), il mezzanino di plexiglas su  cui si trovava il producer transalpino sia improvvisamente crollato. Una morte semplicemente assurda.


Messaggi di cordoglio da parte di amici e colleghi si sono susseguiti incessantemente: da Chromeo (“DJ MEHDI. FOREVER.”) a Riton (“I LOVE U MEHDI”), da Yuksek (“SPEECHLESS & SO SAD) ad A-Trak (“I have no words. My heart is completely shattered. Not this”).


Riascoltando un’intervista concessa da Mehdi a una web-tv australiana nel 2007, non si può fare a meno di sorridere amaramente. La giornalista chiede all’autore di Pocket Piano il motivo per il quale il suo album si chiama Lucky Boy ed esclama: “You’re very lucky to have such a wonderful life”; e Mehdi, con una semplicità disarmante mostrando l’anello al dito, le risponde: “Yeah, I’m married”.


Lo stesso concetto ripetuto nel corso di una nostra breve chiacchierata informale, prima della storica esibizione dello scorso dicembre al Berghain di Berlin: Mehdi si riteneva un lucky boy perché aveva la fortuna di fare quello che amava e di dedicare le sue migliori energie alla moglie e al figlioletto.
Ci mancherai Mehdi. Ti ricorderemo con Pocket Piano, I Am Somebody, Signatune, ma soprattutto per il tuo sorriso e la tua gioia di vivere.


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