Review: Junior Boys - It's All True


It’s All True è il nome del quarto album degli Junior Boys, duo canadese composto da Jeremy Greenspan e Matt Didemus.
Last Exit e So This is Goodbye, i primi due LP, hanno consentito ai due amici di Hamilton di valicare i confini canadesi e di farsi conoscere da una platea internazionale; Count Souvenirs (incluso in So This is Goodbye) – straordinario esperimento di ballata elettronica che punta dritto al cuore – è stato per un lungo periodo uno dei miei pezzi preferiti.


È difficile illustrare lo stile Junior Boys; molti parlano di loro come gli alfieri di un certo tipo di electro-pop e d’indietronica, ma questa non è la descrizione più appropriata. Ci sono varie istanze che si condensano nella loro musica: quella downtempo, quella disco e un groove ipnotico. Si può affermare, tuttavia, in maniera molto generica, che Jeremy e Matt abbracciano una visione minimalista dell’elettronica; il loro è un approccio delicato – a tratti raffinato, a tratti sperimentale -, lontano dalle mode più grezze e caciarone degli ultimi tempi.


Malgrado questo pregio, il sound degli Junior Boys non riesce sempre a essere incisivo; anzi, il suo difetto è rappresentato proprio da una certa aleatorietà, dal rimanere in superficie senza riuscire davvero ad attecchire. It’s All True soffre appunto di questa mancanza d’incisività.


Intendiamoci, ci sono alcuni brani davvero brillanti: Itchy Fingers è un ottimo incipit, electro-pop vivace e inquieta; You’ll Improve Me è una traccia disco-pop con un groove ossessivo e voci in falsetto qua e là; Second Chance, pur rimanendo fedele ai tratti distintivi degli Junior Boys, si segnala per sonorità più funky; Banana Ripple dura quasi 10 minuti ma non stanca mai, essendo probabilmente la migliore traccia dell’album. La voce s’incastra perfettamente nel travolgente ritmo disco-pop.


The Reservoir, A Truly Happy Ending ed ep sono senza dubbio discreti, ma mancano dell’efficacia di cui si parlava prima; sono quei brani che ascolti senza accorgertene, che scorrono facilmente senza lasciare però alcuna vivida impressione.
Eppure, la poca incisività di questi singoli diventa addirittura un pregio, se ascolti Playtime e Kick The Can: il primo, noioso fino alla morte, è un futile esperimento downtempo, mentre il secondo è semplicemente osceno, qualcosa che non c’entra nulla con gli Junior Boys.
It’s All True non è in definitiva un brutto album, ma sicuramente non è memorabile. Ascoltarlo non è una perdita di tempo – eccezion fatta per Playtime e Kick The Can –, anche perché può essere ascoltato distrattamente.


Tracklist It’s All True
1.       Itchy Fingers
2.       Playtime
3.       You’ll Improve Me
4.       A Truly Happy Ending
5.       The Reservoir
6.       Second Chance
7.       Kick The Can
8.       ep
9.       Banana Ripple

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