LCD Soundsystem: addio o arrivederci?




Ieri sera è andato in scena l’ultimo grande atto di una delle band che maggiormente ha contraddistinto nell’ultimo decennio la scena musicale – in particolare quella elettronica –.
Il Madison Square Garden era stracolmo per rendere l’ultimo tributo agli LCD Soundsystem. Il sottoscritto non era presente fisicamente ma ha seguito l’evento su Pitchfork e vi può assicurare che è stato qualcosa d’incredibile, emozionante, profondamente intenso.


In fondo la band guidata dalla mente della DFA James Murhy ha pubblicato appena tre album: il primo, omonimo, nel 2005, Sound of Silver nel 2007 e infine This is Happening nel 2010. Eppure, gli LCD sono riusciti a lasciare un’impronta indelebile nella storia della musica elettronica e nell’immaginario dei loro fan.
Dai primi singoli Losing my edge e Daft Punk is playing at my house fino a quell’estasiante ballata synth (mi sia concesso il termine) quale è I can  change, passando per brani di altissimo spessore come Tribulations, Get innocuous, All my friends, James Murphy e soci non hanno fatto altro che regalarci perle di fulgente brillantezza, riuscendo a creare uno stile proprio ed eclettico, lontano da mode e generi, capace di porsi trasversalmente rispetto sia al mainstream sia alla scena underground.


Quali strade percorreranno ora i membri della band? Difficile dirlo, ma sappiamo con certezza, per esempio, che Alan Doyle fa parte anche degli Hot Chip e che Nancy Whang è una metà del progetto Juan MacLean (anch’esso firmato DFA).
Ciò che stimola la nostra curiosità è sapere quali avventure intraprenderà James Murphy, che, oltre ad essere la mente della DFA, ha collaborato negli anni con producer di fama mondiale (Munk, Tiga, i fratelli Dewaele, Gonzales) per l’incisione di singoli e per la produzione di ep e album.


Nel frattempo non si può far altro che attendere, sperando comunque che quello di ieri da parte degli LCD sia stato solo un arrivederci.  

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